...In principio era il blog...

..quando si diceva che un giorno sarebbe arrivata la fine del mondo...!!!


Chi Sono?

..quello che Sono non Sembrando..
Sono Maria, ho23 anni vivo a Mignano M.L.(CE) e studio Ingegneria delle Telecomunicazioni a Cassino (FR)
Sono alla ricerca disperata dell'essenza..(non il profumo)..della vita!!

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July 5, 2007
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JULIA

Grandi insegne luminose. Neon e lampadine soffocanti. Infinite scritte incomprensibili. Lampeggia un “Memory Lost” in un angolo. Rumore di una lampada viola, che frigge piccoli insetti.
Al centro, asfissiata dalle luci è illuminata una vasca da bagno riempita da un liquido denso, blu. Come vernice.
Nascosta nel fango Julia parla mostrando solo la testa, gesticolando furiosamente.
Un fastidioso ed eterno ronzio smuove l’aria, è come se l’impianto audio fosse difettoso e volesse rovinare lo spettacolo. E’ presente in tutti i cambi scena.

La barriera si è rotta, la mia immaginazione è uscita. Ho scoperto che fuori tutto è arancione, io rimango qui. Qui sto bene, sono al sicuro. Il vostro fuori non potrà mai entrarmi dentro. E se tutto il mondo fosse una mia esperienza? Dico, se tutto sono io, l’ immaginazione che prende forma, uno sviluppo di idee montate sopra una grande vuoto. Non è illusione, tranquilli, è reale, cazzo , le cose le tocco! Ci sono momenti in cui sei esterna, fuori. Stai ferma e ti accorgi che tutto ti passa attorno, è pazzesco. Se tutto fosse un’ immagine, reale, materiale, formata da me, vedo tutti i pensieri che si contorcono, che si spaccano, dividono, che si perdono in infinite vie, così tutto è dilatato, fermo, aspetta qualcuno che lo guardi. Ci sono io, che se immagino mondi nell’infinito grande e nell’infinito piccolo, non posso aver immaginato anche questo mondo, su cui cammino, nasco, vomito?
E siccome sono sadomaso ci ho messo anche una buona dose di dolore.
Dovrei raccontarvi la mia storia… Ci sarebbe da ridere. Ve la racconto.

Tenta di alzarsi, scivola. Mancano le forze. Pausa. Si calma. Improvvisamente si lancia verso l’alto e esce dalla vasca. E’ vestita bene, alla moda. In piedi è più bella. Si mette una mano in tasca, cerca qualcosa. Tira fuori un pacchetto di sigarette. E’ accartocciato, rotto, sporco. Nonostante questo si capisce perfettamente di che marca sono. Marlboro. Spiega il pacchetto, tira fuori una sigaretta completamente bagnata e la porta alla bocca. Torna sul pacchetto, prende da dentro un accendino. Va per accendere ma non funziona. Infuriata getta via la sigaretta. Rimette l’accendino dentro il pacchetto ormai vuoto, lo piega e lo rimette in tasca.

Non me ne frega niente. Io rimango così comunque. Sto zitta! Non dico nulla , non vi racconto nulla, troppo lungo, e poi, non mi ricordo niente. Non aspettatevi nulla, tanto, lo vivrete anche voi. Ogni singolo istante. Resterete da soli senza sapere come sono finita in questa merda. E prima o poi ci arriverete anche voi. Ma non vi preoccupate, è normale, lo fanno tutti, anche perché se non lo facessero tutti non lo farei nemmeno io. Inizia sempre da lì. Mi fa male, mi fa entrare in una infinita spirale di sensi e di noia. Ti toglie tutto, regalandoti la dipendenza. Mi fa morire, l’adoro. Non potrei fare senza. Mi allontana, mi fa perdere, mi protegge. Mi fa perdere la sensibilità. La colpa non è mia, ed è per quello che ci finirà tutto il mondo. E’ il mondo che mi ha costretto! Sono fatti vostri. Se siete abbastanza furbi qualcosa dovreste capire.
Mi sono scoperta di nuovo a pensare. E ora sono veramente stanca.
Comunque, dopotutto sono falsa se dico di stare male. Ho tutto. Vestiti, amici, tanta roba di marca. E’ il mondo, non l’ho certo scelto io, però ci sguazzo bene.
Ogni tanto mi incasino allo stadio, ma è giusto così, lo permettano, ed è bello. Ti fa sentire viva. E’ una cosa sociale andare alle partite. Poi quando torni a casa tutto è più tranquillo. Stai bene.
Stai bene perché è una cosa che ti prende dappertutto, sai che il calcio è la tua vita. Inizi ad amarlo scordandoti il primo momento, e poi continua a salire, cancellando contemporaneamente i ricordi precedenti scalando gradino per gradino. E così arrivi ad essere così in alto che sei felice, non hai vertigini o cose del genere. Salgo di gradino e mi rinnovo. E’ un mondo a parte, completamente isolato. Ha la sue regole e le sue leggi. Regole ferree, regole d’onore e di cazzotti. Hooligans, Ultrà, bande armate, Black Bloc, tutti uniti intorno a un campo. Quello che ti fa scatenare è la tensione l’adrenalina che senti battere, pulsare, ti senti libero. Capisci che lì dentro sei un’ altra. Fuori da ogni regola esterna, vivi secondo una nuova giurisdizione, quella che fai te. Non è colpa nostra se poi succede casino. E’ colpa dei drogati. Quelli, ti mangiano l’anima. Noi siamo lì, a goderci la nostra fantastica adrenalina, la nostra sensazione che ti porta in un altro mondo. E’ una sensazione bellissima, e dura tantissimo, dalla mattina prima della partita alla sera del giorno dopo. E dura ancora più a lungo se prendi anche una manata, non che sia bello, però capita.
La passione diventa sempre più grande, non lo dici, perché ti vergogni, ma il calcio ti entra dentro le ossa. E non centra nulla col fatto che da piccola ho bevuto tanto latte.
Poi, se ho qualche problema mi riempio di cibo. E’ fantastico. E’ come se ingoiassi tutti i dubbi. Dicono che sono malata, ma non è vero. Io lo so. Chi potrebbe conoscermi meglio di me!
E poi io mica sono sempre lì a strafogarmi! Solo a volte. Quando ti prende quell’irrefrenabile voglia di cibo. Quel bisogno intestino, quella fame che ti riempie le vene. Si perché c’è certa gente che non fa altro che mangiare, ci credo che alla fine ingrassano. Io non sono nemmeno come quelle sciacquette che vogliono fare le modelle. Vogliono tenersi in forma per essere sempre più belle. Non dico che non mi piacerebbe, però non lo sono. Mangio perché mi piace! E non cercate di tirarmi fuori qualche malattia. Non lo dite, no! Zitti! Io-non-sono-Bulemica. Anche perché IO non ingrasso nemmeno, fantastico no? Chi non desidererebbe una cosa simile? Soprattutto in questo momento… sapete, mi sento veramente brutta. Non so perché, è una sensazione, sembra che tutti mi guardino male. E’ vero? Vi prego, ditemelo? Sono brutta? Grassa? Ahh, ho fame! E siete tutti quanti bastardi! E poi, vengono a dirmi che sono antisociale. Non è vero. Stronzi!

Inizia a muoversi, a correre per lo spazio, convulsamente. Sembra stupida, fa movimenti ridicoli.

Mi devo muovere, fa bene. Mi tengo in esercizio, tutto qui.
Wao! Che faticata.
Certo, nonostante tutto sono sempre in forma. Hanno il coraggio di dirmi che sono malata. Non capiscano proprio niente. Nessuno capisce niente.

Inizia a tossire. Non si sente bene. Si trascina verso la vasca, entra dentro.

Tornano di nuovo quegli attacchi, ma non preoccupatevi, non è nulla. IO STO BENE.

Lentamente cerca qualcosa. Trova una bottiglietta di vetro, con scritto CK..Sorride.

Calvin Klein ti adoro.

Si rovescia il contenuto della bottiglia in testa.

I mondi cambiano, le idee rimangono le solite. Una vasca diventa una macchina. Una di quelle grosse macchine americane. La carrozzeria è piena di etichette di vestiti, di tutte le marche. Una macchina griffata. Lei è diventata felice. Tutto torna a sorridere.

E’ fantastico. Tutto è perfetto. Scarpe Nike, pantaloni Gap, maglietta Gas, camicia Levis… Mutande e reggiseno Dolce e Gabbana… E capelli pieni di gel. Tutto questo ti riempie di vita. Ti fa stare bene. Voli e canti.
(canta) IT’ JUST A PERFECT DAY!
IT’S JUST A PERFECT DAY….
Profumo. Vita. Succede sempre così. Non riesco a smettere, come con il cibo.
Ancora profumo.

Ripete l’operazione di prima, inizia a ridere. Una risata lunga. Poi, improvvisamente diventa triste.
Durante tutta la scena continua a tornare sulla boccetta svariate volte.

Poco tempo fa è morta una ragazza. L’ho vista io. Fredda, impassibile, immobile. Terribilmente schifosa. Una drogata. Non ho aperto bocca. Era lì, addormentata. Piangeva. Le lacrime cadevano e si mischiavano al sangue che le sgorgava dal braccio Era in uno di qui terribili cessi pubblici. Lo sporco la inghiottiva. Le mattonelle la sommergevano, la muffa, il puzzo, il lividore del suo volto. Era un quadro sublime, quel sublime che si ha con l’orrido e lo stupefacente. Sono stata io a trovarla. Altrimenti certe cose non le fanno vedere, naturalmente. Per fortuna. Come fa la gente a distruggersi in questo modo. Era nei bagni pubblici dei giardini vicini al centro. I peggiori bagni della mia vita, lì si rifugiano tutti i morti,si , i morti, insomma… più o meno siamo lì…. Cioè, non pensate che io sia come loro. Come fanno a venirvi certe idee in testa. E’ assurdo solo pensarlo. Io non sono come loro, ero lì semplicemente perché dovevo, si, insomma, dovevo… L’avete capito, avanti. Capite! Mi vergogno a dirlo. E’ strano, però a volte nei bagni pubblici si fanno anche quelle cose lì. Una fattona schifosa. Come si fa a essere dipendenti da qualcosa! (Annusa il profumo fino a stordirsi). La dipendenza vuol dire non avere fegato. Che parola orribile, DIPENDENZA.

Accende una sigaretta, ne fuma di continuo. In una mano questa e nell’altra profumo

Mi ha fatto pena. Altrimenti l’avrei sistemata io. Non avrebbe più fatto una cosa del genere. Uccidersi dico.
Insomma entro dentro il bagno e subito uno schifosissimo odore mi riempie, mi entra sotto la pelle. Brucia il naso. Ma ormai sei lì e non resisti più… Sapete come funziona no?
Apro la porta del primo cesso e me la trovo davanti.
Un sogno, un incubo. Ricordo il sangue e la siringa. Ricordo lo sporco. L’ago arrugginito, freddo, piegato, infilato per metà nella sua carne. Non ha nemmeno fatto a tempo a toglierlo. Ero lì, ferma, immobile. Lei improvvisamente, con un ultimo sussulto di vita ha aperto gli occhi, non riusciva a parlare. Mi ha guardato. E’ morta così, a occhi aperti. Mi hanno detto che a lei non è successo niente, che ora sta bene. Mi assicurano che posso continuare così. Continuare così, cosa significa? Certo che continuo così. Voglio essere al sicuro, e poi io cosa centro con lei? Io non ti conoscevo nemmeno Sei stata te a cercarmi. Io non ti volevo conoscere.
Ricordo i suoi bellissimi vestiti, il suo profumo, la sua faccia vuota e la sua fine.
Ci rimango attaccata. E’ un’ immagine che non mi esce più dalla testa, non credevo potesse farmi questo effetto. La odio. E’ andata proprio lì, sembra fatto apposta, a cercare me!
Ma tutto deve essere censurato, cancellato. Nella vita comune nessuno sa niente:

La vita comune:
Julia discute da sola, chiede, risponde a invisibili persone che la circondano. Nel mezzo i suoi pensieri.

-Voglio bere, dammi qualcosa. Quello che vuoi, basta che sia di marca.

-Grazie.

Sei lì, in quei grandi centri che sono diventati negozi. Tantissima gente seduta ai tavoli, mangia, beve, è contenta. Non immaginano nulla. Non sanno nulla. Non vedranno mai la ragazza del bagno. Puzzo di fumo.

-Ciao come va? E’ molto che non ci si vede.

-Ma che domande fai?

-No, guarda, sono già impegnata, non te la devi prendere, mi dispiace. Sei veramente carino però in questo momento proprio non posso.

Il cocktail è buono, si sente. C’è il marchio dentro.

-Ciao! Whao, che maglietta! Dove l’ hai presa?


Stronza, l’ ho comprata prima IO.

-No… Davvero? E com’è successo?

-E’terribile! Un incidente! Stanno bene? Sicuramente è colpa di qualche drogato.

-Dici davvero che sono dimagrita? Non ci credo. Lo fai solo per farmi piacere.

Vita di società.
Sempre la solita gente.

-Bellina questa canzone. Lalalalalaaaaa.La!

Inizia a ballare.

-Hanno rubato i tuoi Levis? Mi dispiace, è un casino.

-Come? Ti hanno rubato i Levis e ti hanno lasciato le Nike. Sono proprio stupidi! Come hanno fatto a non vederle!

-Mi sono comprata un Eye Liner fantastico!

-Davvero? E’ lo stesso che ho io!

Stronza.

-Quanto l’hai pagato il tuo?

-Io meno

Stronza.

-Si, vengo anche io alla partita.

-Cosa sarei io?

- grassa sarai te brutta stronza!

Puttana.

-Mi è successa una cosa assurda. Stavo entrando in quei bagni pubblici a… Vabbè, insomma, nulla.

Ogni tanto è quello che ci vuole. Un po’ di comunicazione, di divertimento. Tutta quella gente che ti gira intorno. Quella calamita che ti fa muovere, nella quale trovi conforto, sicurezza. Normalità. (Rimane felice in contemplazione) Certo che è proprio squallido. E’ veramente squallido! Ho ancora fame! Ma non è la solita fame, non sono come tutte le altre IO, è …fame mistica.
Mc, Mc,Mc, Mc, Mc….

Ripetendo le sillabe cerca qualcosa. Una ricerca invidiosa. Fino a quando trova un panino Mc Donald e una Coca cola.


Mc Donald!

Inizia a nuotare dentro quel panino, si strafoga. Finito il panino beve la Coca, rovesciandola quasi tutta addosso ai vestiti.

Il tempo passa e l’immaginazione si fa sempre più avanti. Ciò che sembrava una macchina diventa uno spazio infinito, un deserto triste e pieno di polvere. Gigantesche rocce chiudono la vista.. Compare un uomo, immobile in una posa da macho. Sembra un James Dean invecchiato, si distinguono pesanti rughe, fatica a mantenere la propria posizione. Il terreno è cosparso di vestiti. Julia ci nuota dentro. Li accarezza…
Lentamente si forma una scritta, sospesa davanti al paesaggio. Come se fosse in sovrimpressione. Come se disturbasse, un’ immagine che brucia dentro gli occhi. E’ scritto: “Marlboro Country”.

Mi mancavi veramente. Ti voglio bene. Adesso non scapperai più. Starai sempre con me.
Sono innamorata. Mi sono persa. E’ come un cerchio che non si chiude. Un’ idea che non trova riposo. Un bisogno. E’ sempre un bisogno. E’ stato buffo perché io non volevo, uscivo da una pazzia intestina, viscerale, che mi aveva fatto star male. Insomma, io non dovrei dirvelo. Però ve lo dico. Ci siamo scontrati una mattina. Una di quelle mattine veramente fredde. Era bellissimo. Pensavo alla mia noia e gli sono piombata addosso. Proprio schiantata. Una botta pazzesca. Prima avevo un altro, sai quando le storie non funzionano? Stavo diventando l’orsacchiotto di un bambino cresciuto, è facile voler bene a una persona, cazzo, io adoro tutto il mondo. Soprattutto le persone che non conosco. Ero lì, stavo crepando. Mentre lui è felice. Tanto ci sono io che lo faccio per tutti e due, no? Non ci vuole nulla ad amare un cazzo di qualcuno. Dico, è una cosa che è diventata un rito, come andare a messa. Lo fai e basta. Lui mi stava distruggendo la testa. Stavo male, non capivo più nulla. Poi, all’improvviso mi sono calmata, è così che succede, il merito non è mio. Ho sbattuto nell’altro. Naturalmente è da molto che lo conosco. Però non l’avevo mai visto. E’ strano. Ti ci diverti da quando hai 7 anni ma non lo hai mai guardato. E’ fantastico. Ho trovato la pace, la tranquillità. Ora va bene.

Inizia a piegare i vestiti. E’ una cosa che le richiede attenzione. Un rito.

Mi sono innamorata al centro commerciale. Appena sono entrata mi sono sentita riavere. Tutte quelle luci quelle pubblicità, quella voglia irrefrenabile di possedere. Le griff che ti osservano dall’alto dei cartelloni pubblicitari. Ti fanno sentire sicura, calma. La cosa più bella è la stanchezza quando torni a casa. E’ veramente distruttiva, ma sei felice, soddisfatta. E’ una stanchezza produttiva. Mi sono innamorata. Lo adoro.
Gli uomini invece, non riesco più a sopportarli. L’altro giorno parlavo con una, diceva che gli uomini sono di due categorie: Stronzi e Bastardi! Ma però… Si, è vero. E’ che… è troppo semplicistico, sono almeno 4 le categorie. Gli stitici invidiosi, quelli che pensano esclusivamente a se, che hanno sempre ragione, quelli che sono splendidamente intelligenti, così tanto da fregarsene di tutto; stitici, appunto. Poi è il turno dei James Dean, macho da paura, per quanto riguarda questi credi sempre che sotto abbiano qualcosa, un universo di tenerezza che non riesci a tirare fuori, e ti impegni, ti logori a forza di sperare. Invece è solo merda. Successivamente ci sono gli esaltati megalomani, che sembrano simili ai James Dean, ma in realtà ci sono molte differenze, e se ci sono. Questi qui sono tutto atteggiamento, non che abbia qualcosa in contrario con l’atteggiamento, è una parte importante ma deve sempre essere sostenuta dalla realtà, come nel mio caso. Invece loro, quando scavi a fondo scopri che sono solo finocchietti che non riescono mai a combinare nulla. Infine ci sono quelli che odio più di tutti: I grandi amiconi! Li conosci i grandi amiconi, sai cosa fanno. Quelli stronzi di cui ti fidi tanto e sembra che con loro ti ci trovi da Dio. Sono sempre quelli più sdolcinati… quelli melensi, non si capisce mai se sono troppo timidi per provarci oppure troppo imbranati. Non li sopporto. Vorrei anche vedere. E’ naturale odiarli. Si! E’ naturale. AhAhAh… Che cosa ho tirato fuori. Potrei scriverci un libro. Sono proprio vere le cose che dico. Tutto questo grazie a te. E io ora sto bene. Alla grande.
Tutto è perfetto e fantastico no? Si, veramente perfetto. Dio ti adoro!! Sei grande, è stupendo, potrei scoppiare, mangiare tutto il mondo, perdermi in tutto questo fantastico mondo. Ti amo!!
Ti ricordi quando stavo male? Ah,Ah,Ah Ero completamente di fuori. Senti le vibrazioni adesso. La sensibilità che aumenta. La pelle è diventata pura, vera. Il contatto è sensazione grandiosa. I pori li vedi, si allargano. Mangiano tutto il mondo. La ragazza del cesso ormai è scomparsa, no? Stronza schifosa dipendente. Ma non si vergognava. Stare lì, con il sangue che sporca tutto. AhAhAh…Sei grande, ti adoro. E comunque l’ha voluto lei no? A me non capiterà mai una cosa del genere. Giusto? Giusto? Rispondi! Giusto?
Giusto! Si, è così. Era una qualsiasi stupida del mondo, di quelle che se ne trovano tante. Io ho tutta la vita davanti, ho tutte le mie cose, il calcio, per esempio. La bellezza. Tutte cose che lei si sogna. E’ per questo motivo che lo ha fatto. Stronza. Doveva proprio incontrare me. Con tutte le cose che faccio. Tutta la vita che vivo. Ho fame!!
Ma ora è giusto stare calmi. Tutto è tornato come prima. I bisogni sono soddisfatti e tutto il resto dorme. Sono libera. Non dipendo da nessuno. Figuriamoci da una droga.

Mentre parla il mondo intorno a lei si muove. E’ un processo lento. Si aggiungono particolari a particolari. Le pareti si stringono. Si delineano mattonelle. Muffa, sporco. Non si capisce dove si trova fino a quando non compare il cesso.Le pareti si riempiono di etichette. Lo spazio è piccolo e lei è sommersa da vestiti. Che cerca inutilmente di piegare, sistemare.
Julia non si accorge di nulla, è lì, persa nella sua autoconvinzione.

Io sono forte, no? Sono grande.
Finalmente sento di avere tutto sotto controllo. Non dico tutto il mondo ai miei piedi, però una buona parte si. E’ una sensazione grandiosa. Sono diventata una regina. Una modella. Un’attrice. Mi vedo circondata da eroi e grandi ideali. Grandi angeli, che strisciano a terra esausti. Mi riempio di profumi, di fiori. Lì dove l’immaginazione si perde. Volo e mi perdo sempre più in alto. Sento il piacere dentro. La bellezza assoluta che sale. Tutti i desideri sono scomparsi. Esisto soltanto io con il mio amore. La mia pace che trema, assestandosi.
Ho scoperto la vera tranquillità. Adesso tutta la realtà può continuare all’infinito in questa meravigliosa spirale di sensi. Ciò può mantenere calmi, per non far cambiare le cose. Fortunatamente non finirà mai.

Inizia a respirare male, con un ritmo violento e scomposto.

Non respiro più, il petto, il petto. Si sta schiacciando. M a no, non è necessario pensare al respiro, basta lasciarlo correre. Non immaginare la fatica chi ti distrugge le costole. Espirare, espirare e basta. Non voglio sporcarmi la bocca con quella merda che chiamano aria. E poi chi sa dove è stata. Su quali schifosissime facce unte e passata. Attraverso milioni di sudice barbe, attraverso ogni singolo pelo sulla faccia di un uomo. Schifo!! Espirare e basta, impazzire contando i respiri. Ho bisogno di bere. Di ingoiare qualcosa. Non pensare al respiro. Non pensare al respiro. Lascialo correre, è un riflesso volontario no?
Una volta, una sola volta. Un altro immenso respiro. Non pensare a quello schifo di aria. Non pensare a quello schifo di aria. ( Fa un respiro lunghissimo) Schifo!! Orribile indispensabile per vivere. E’ un bene essenziale, come tutte le cose che mi girano intorno. Come te, il mio amore. Essenziale. Basta pensare a un po’ di calma per rilassarsi, basta affidarsi completamente a te. Abbandonarsi tra le tue braccia. Sentire il tuo respiro, e calmare il proprio. Vivere della tua aria. Volo fuori da questo mondo, dalle sue banali oppressioni.

Finalmente sei libera. Immagini la tua vita. Nulla è importante, fino a quando sei sicura. Poi, ti accorgi che la vera importanza è in un suono. Fastidioso e terribile che hai pensato non valga nulla, lo hai odiato, perché credi non ti abbia permesso di ascoltare. Invece è tutto.

Chiude gli occhi. Sembra dormire. Dal volto casca una lacrima sui vestiti. Il quadro si completa. Compare una siringa nel braccio di Julia. Dal braccio non le sgorga sangue, ma un liquido marrone.
Apre gli occhi violentemente.
Scompaiono i vestiti.
Dal braccio escono migliaia di colori, profumi. Escono mostri e angeli. Esce la sua fine, i marchi si confondono mischiandosi.
Il leggero ronzio la sovrasta. Copre tutto.

FINE.

http://www.pedro.it/webs/spazioautori/autori/Sa372_GASBARRI.htm

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